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Salma di Eva Perón: il furto e la sepoltura segreta a Milano
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Il furto della salma di Eva Perón: sedici anni di mistero e una tomba segreta a Milano

Scena del crimine

Nel 1955 i militari argentini fecero sparire la salma imbalsamata di Eva Perón. Per anni rimase nascosta sotto falso nome in un cimitero di Milano.

Quando Eva Duarte de Perón, universalmente conosciuta come Evita, morì il 26 luglio 1952 a soli 33 anni, il suo corpo venne sottoposto a un lungo processo di imbalsamazione dal medico spagnolo Pedro Ara. La salma rimase nell’edificio della Confederación General del Trabajo di Buenos Aires, in attesa della costruzione di un monumento destinato ad accoglierla.

tomba, cimitero in autunno
tomba, cimitero in autunno

Eva Peron: il corpo fatto sparire dai militari

Nel settembre 1955, un colpo di Stato rovesciò Juan Domingo Perón. Il nuovo regime mise al bando il peronismo e temeva che il corpo di Evita potesse trasformarsi in un luogo di pellegrinaggio e in un potente simbolo della resistenza. Nella notte del 23 novembre 1955, uomini dell’intelligence dell’Esercito guidati dal colonnello Carlos Eugenio Moori Koenig prelevarono clandestinamente la salma dalla sede della CGT.

Cominciò allora un’incredibile peregrinazione clandestina. Il corpo venne trasferito tra varie località di Buenos Aires e strutture dei servizi segreti. La ricostruzione completa di questi spostamenti rimane controversa: lo stesso Museo Evita sottolinea che una parte della vicenda è ancora avvolta nel mistero e che alcune versioni potrebbero essere state diffuse deliberatamente come depistaggi.

Nel 1957 venne organizzata l’operazione per portare definitivamente la salma fuori dall’Argentina. Il corpo arrivò in Italia sotto la falsa identità di “María Maggi de Magistris” e fu sepolto nel Cimitero Maggiore di Milano, noto anche come Musocco. Persino la religiosa incaricata per anni di portare fiori sulla tomba non conosceva la vera identità della donna sepolta.

Il ritorno di Evita

Per 14 anni il corpo rimase segretamente a Milano, mentre per l’opinione pubblica argentina la sua sorte era sconosciuta. Nel 1970 il sequestro e l’uccisione dell’ex presidente Pedro Eugenio Aramburu da parte dei Montoneros aumentarono ulteriormente la pressione politica sulla questione della salma. Il governo del generale Alejandro Lanusse decise infine di restituirla a Perón, allora in esilio in Spagna.

Il 2 settembre 1971 la bara fu riesumata a Milano; il giorno seguente venne consegnata a Juan Domingo Perón nella sua residenza di Madrid. L’esame del corpo evidenziò diversi danni, ma sulla loro origine e sulla possibilità che la salma fosse stata intenzionalmente profanata esistono ricostruzioni differenti.

Evita tornò definitivamente in Argentina nel 1974. Dopo il golpe del 1976, la salma fu consegnata alla famiglia Duarte e sepolta nel Cimitero della Recoleta di Buenos Aires, dove si trova ancora oggi, protetta in profondità proprio per impedire un nuovo trafugamento.

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ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2026 19:06

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